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“Correva la stagione… “Viaggio nel passato per rivivere le stagioni più importanti della storia del Grifo. Quarta puntata.

pitorri010817Contro il Pescara  per Galeone non è una partita qualunque. I mille aneddoti della sua esperienza in Abruzzo. La storia della maga e della squalifica. Il Grifo affonda in laguna. 
Galeone contro il suo passato, contro il Pescara a “la partita per eccellenza”. Un festival di emozioni, riviviamole assieme ai protagonisti. Quel Pescara, che il 21 giugno 1987 aveva battuto il Parma di Sacchi, centrando una storica promozione in serie A entrò nel cuore del “Gale” senza più uscirne. In Abruzzo Galeone conobbe Camplone, Dicara, Pagano e soprattutto Max Allegri, di cui dirà, qualche tempo dopo: “la squadra era già fatta ma la dirigenza del Pescara ingaggiò questo ragazzo che sinceramente non conoscevo. Dopo tre giorni mi era tutto chiaro, era un grande calciatore e un giovane serio e rispettoso; arrivò in punta di piedi e dopo poco era già il leader dello spogliatoio. Si rivelò un grande acquisto. Abbiamo fatto parecchia strada insieme, sette anni con me, due promozioni e tanti bei ricordi. Mi ha seguito in giro per l’Italia, e quando cambiavo squadra lui era sempre la mia prima scelta, sapevo di poter contare sulle sue doti tecniche ed umane. Non mi ha mai tradito, anzi”. Difficile dimenticare la prima stagione in A, Leo Junior ma soprattutto Sliskovic, fantasista bosniaco e compagno di serate trascorse a giocare a carte e a sorseggiare slivovitz. Pescara è l’anima di Galeone, che pur scegliendo Udine come residenza, dirà sempre “Udine è una città bella, civile, mi ci sono affezionato. Ma io amo Pescara. E’ come avere sposato una donna carina, simpatica, educata alla quale vuoi bene, ma poi hai sempre in mente un’altra, giorno e notte pensi sempre a lei”. L’unica nota stonata è stata la vicenda della “maga”. Per chi non rammenta l’accaduto, il 07 giugno 1992 il Pescara, già promosso in A, perse 2-1 contro il Taranto allo Jacovone e nell’aprile del 1993 Galeone viene coinvolto in un’inchiesta giudiziaria partita da una sua telefonata con Miriam Label, la “maga” genovese. Dalla telefonata nacque il caso relativo alle scommesse sull’ultima partita del campionato di Serie B 91/92 tra Taranto e Pescara. Fino a qui il passato in biancoazzuro, ma in campo non c’è spazio per i ricordi ed il Perugia supera il Pescara per 2-1, reti di Briaschi e Giunti. Di Carnevale il momentaneo pari degli abruzzesi. La domenica dopo si vola a Salerno e ne scaturisce un importante 1-1 con reti di Negri e dell’ex-mai tanto rimpianto- Ferrante. Un’altra squadra campana, l’Avellino deve arrendersi alla legge del Curi. Di Negri la rete al ’90 che fa esplodere di gioia lo stadio. Ma quando sembra che tutto fila per il verso giusto, arriva la bastosta di Venezia. Il Grifo in laguna annaspa, Provitali realizza una tripletta. Per Galeone, un panettone amaro da digerire, visto che si era sotto Natale. Averlo mangiato resto comunque un evento: Gaucci non era come Zamparini, ma sapeva con chi prendersela se le vittorie non arrivavano… (continua).
Raffaele Garinella – TifoGrifo.com
Si ringrazia l’artista Marcello Pitorri per la disponibilità nel concedere la pubblicazione della vignetta

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